Il Corriere del Ticino (Svizzera), Nettles

[…] Nettles unisce in maniera armoniosa e sorprendente un discorso sull’infanzia e sulla memoria ad una riflessione sulla morte e sulla sua quasi completa “assenza” nella società contemporanea. Al di là dell’aspetto drammaturgico Nettles è però anche e soprattutto una “macchina” che deve funzionare alla perfezione in ogni suo dettaglio tecnico e tecnologico per far sì che lo spettatore possa vivere nel migliore dei modi questa esperienza unica. Sotto questo punto di vista colpisce in particolar modo l’astrattezza, o forse meglio la nitidezza, delle varie ambientazioni che suggeriscono rimandi mai espliciti al testo lasciando così a ciascuno la possibilità di dar vita alle proprie immagini mentali. Luci, scenografie, colori, tessuti, profumi costituiscono una dimensione essenziale dell’esperienza, al pari dello spazio sonoro occupato con maestria dalla “musica che non suona come musica”.
Nettles costitiuisce dunque un ulteriore capitolo, perfettamente riuscito, nell’originalissimo percorso di Trickster-p, compagnia ormai inserita in maniera stabile nella rete internazionale del teatro contemporaneo, di cui ha saputo cogliere le caratteristiche peculiari mantenendo però al centro del discorso una dimensione personale ed affettiva più forte di quella di qualsiasi apparato tecnologico.

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