Twilight

Sights

B

.h.g.


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  [...] Galbiati e Luginbühl rivisitano la fiaba come un viaggio intimo dove lo spettatore, giovane o adulto che sia, si ritrova a percorrere la via indicata dalla voce in cuffia solo con se stesso, coi propri fantasmi e la propria fantasia. Le stanze che deve percorrere sono spoglie, alcune buie, profumano di legno. Al loro interno poche tracce, segni di un turbamento interiore o, più semplicemente, indizi per riannodare i fili della narrazione. Sono stanze dove l’estetica si unisce al sensoriale. Ma anche luoghi dove l’estasi incontra la paura. Dove, per un istante, anche noi abbiamo fatto un salto indietro nel tempo, ripensando a quella fiaba, alla prima volta che ce l’hanno letta o raccontata. Ecco. Il pregio di .h.g. sta sostanzialmente nell’aver usato dei registri semplici, senza presunzione, con l’unico obiettivo di affascinare attraverso una sintesi del racconto con il “profumo dei suoni” e il loro potere evocativo. Beh, troviamo che il progetto sia pienamente riuscito. Bravi.
Azione (Svizzera)  
 
  [...] Stanza dopo stanza s’inseguono le voci, si sommano i dettagli sonori, la libera rilettura degli oggetti e degli spazi della fiaba (la casa, il sentiero, il bosco, una luce lontana, ancora una casa), fra dettagli significativi e vuoti che accolgono l’immaginazione, racconta un viaggio rivelatorio e crudele, di fruscii e odori intensi, di carne e sangue e fuoco, della paura prima della vita, della pietà dopo la morte... Un viaggio teatrale atipico e multisensoriale, che mette lo spettatore per venti minuti al centro dello ‘spettacolo’; un esperimento riuscito, che non mancherà di incuriosire i grandi ed eccitare i piccoli.
La Regione Ticino (Svizzera)    

  [...] Die Reise dauert keine halbe Stunde. Und doch hat man das Gefühl, für einen Moment in eine Parallelwelt eingetaucht zu sein, in der Magie möglich ist, in der Wachen nur eine andere Art von Träumen ist. Aus dem Grenzübertritt zwischen den Welten zieht der Besucher seine Kraft.
Leipziger Volkszeitung (Deutschland)

  Not that the audiences who engaged with this year's programme are likelyto forget their experiences, particularly if they entered into the darkmindset, and even darker labyrinth of h.g. [...] Shoes off, torch in hand, youstep one by one into darkness. A woman's voice whispers through headphones, andit's her remembered ordeal, criss-crossing with that of the lost, abandonedchildren, that leads you through a network of pitch dark cubicles. Sounds,smells, and objects hint at a dread and violent reality beyond fiction. Is thefinal installation, a crime scene outline of a body and a glass cabinet withcharred remains, how she escaped from un-named terrors? Children and adultsfill in details from their own imaginings, then pull on their shoes and prepareto step into the light again.
The Herald (Scotland)

  [...] man kommer både rystetog renset ud af .h.g.: Nu ved jeg, hvordan det rent faktisk FØLES at gå rundt i skoven om natten og sidde foran døren til heksens hus, mensduften af friskbagte pandekager blandes med stanken af svedne knogler. Gys! 
Børneteateravisen (Denmark)

  [...] Ti prendono per mano, ti danno una torcia e ti abbandonano come Hänsel e Gretel ai bordi del bosco. Di lì in poi, dalla tinozza alla casa di biscotti, dalla foresta alla collezione di ossicini della strega, non manca niente. Tutto è simbolo, raffinato, dolcissimo, spaventevole simbolo.
www.klpteatro.it (Italia)

 [...] Estremamente legato alla sfera percettiva, .h.g. si fonda sulla bellezza e la perfezione tecnica, chiama in causa l'illusione, ma lo fa con estrema onestà consegnando allo spettatore un importante frammento di poesia e visione. 
iltamburodikattrin.com  (Italia)

Fiaba noir per adulti. L'inconscio perturbante
 [...] In .h.g. apri una porticina di legno e ti ritrovi in luoghi della tua infanzia, quando ingenuamente credevi alle favole, e leggerle significa evadere dal quotidiano. Entri da adulto ed esci fanciullo che sa di diventare uomo. [...] Un capolavoro di sonorità create da un lavoro di registrazione e diffusione frutto di una realizzazione tecnica spazio sonoro curata dell’Area Drama della Radiotelevisione svizzera. La ferocia e la cattiveria umana è qui rappresentata in forma minimalista quanto efficace. 
teatro.org (Italia)

  [...] .h.g.will keine perfekte Illusion schaffen, keine Rundumunterhaltung im Sinne eines 3D-Kino-Klamauks bieten. Ja, die Geschichte wird nicht einmal komplett erzählt. Der Besucher wird aber von Geräuschen und Stimmen umfangen und verliert, auch wenn er virtuell an die Hand genommen wird und die Installation nie ihre abstrahierende Künstlichkeit leugnet, den Bezug zum Raum und die Autonomie der Bewegung im Raum.
Liechtensteiner Volksblatt (Liechtenstein)
 
 [...] Die Hauptrolle spielt die Toneinspielung über Kopfhörer. Ich lausche der Stimme, die sich Grimms Märchen nähert. Ich folge ihr und sie lenkt mein Ohr auf die Geräusche, Kinder singen, spielen, Knarren von Holzdielen, Tiere im Wald, das Knurren vom Magen, bis hin zum laut dröhnenden Feuer. Es ist eine fein nuancierte (Theater-)Arbeit, in die das Trickster seine Besucher entführt. Ein Eintauchen irgendwo zwischen Kindheitserinnerungen und Traumwelten. Das Trickster verfolgt einen spannenden Weg des assoziativen Geschichten-Erzählens. Es ist eine beeindruckende Theater-Installation, die einen aus unserer alltäglichen Wahrnehmung entführt.
LVZ Online (Deutschland) 

  L’espetacle .h.g. ès peculiar, sorprenent, suggeridor i està molt ben pensat. S’hi retraten paisatges interiors, d’infantesa, I aconsegueix retrotraure l’espectador a la seva pròpia infantesa. Ho fa d’una manera molt singular, a traves d’una àudioguia que mena l’espectador, tot sol, descalç, per un laberint de minuscules habitacions delimitades per parets de roba negra, mentra la narradora va abocant a les oïdes del sorprès visitant, al qual converteix de seguida en el seu cómplice i company de viatge, les seves pors, el seus neguits, però tambè la seva sensaciò de pau, la melangia davant determinats paisatges i records de vivències. Poc a poc, sense adonar-se’n, el visitant es converteix en un protagonista del conte [...]
El punt (Spagna)

  La compagnia svizzera Trickster, continuando le sue utopie teatrali, spettacoli che si caratterizzano per un uso dello spazio reinventato e ricomposto emozionalmente, sceglie di misurarsi con Hänsel e Gretel e in ".h.g., installazione in 9 stanze, un prologo e un epilogo" rielabora la famosa fiaba dei Grimm creando un percorso dove teatro e arti visive si fondono in modo assolutamente congruo e pregnante. Il vero e proprio "sentiero emozionale" si articola lungo 9 differenti spazi fisico-sensoriali, esplorati dallo spettatore munito di auricolari che attraverso un sofisticato e suggestivo tappeto sonoro non solo indicano la strada, ma suggeriscono ricordi, paure, turbamenti e tenerezze. [...] E' un percorso fatto di suoni e di silenzi ma tutti i sensi partecipano a questo gioco dell'immaginazione in un'esperienza estetica e sensoriale ed emotiva, feroce e lieve come la fiaba ed insieme la vita lo sono. In tempi che non concedono nulla all'azzardo e alla sperimentazione Cristina Galbiati e Ilija Luginbühl hanno congeniato un'opera complessa di originale e di affascinante coinvolgimento con cui il teatro italiano dovrebbe imparare a misurarsi.
Eolo, Rivista online (Italia)

  [...] Trickster ha saputo fare della favola di Hansel e Gretel un lavoro d’arte che mantiene intatta la ferocia e la primordialità delle sensazioni evocate dalla fiaba, con il gusto e la ricerca multimediale frutto della nostra società. Un viaggio dentro l’abbandono, la paura, la scoperta, che finisce con un sassolino in mano. A ricordare che si può sempre ritrovare la strada di casa. 
www.klpteatro.it (Italia)

  [...] Metti una favola non da raccontare ma da vivere, metti un palcoscenico immerso nel buio e suddiviso in 9 diverse stanze, metti un percorso da compiere esclusivamente da soli, con suoni e parole nelle orecchie e la necessaria immaginazione nella testa. .h.g., ultima fatica della compagnia Trickster, è un allestimento senza dubbio innovativo. Un modo decisamente inconsueto di narrare ai più piccoli (ma anche ai più grandi) la favola di Hänsel e Gretel. Un esperimento interessante.
Giornale del Popolo (Svizzera)  
 
  [...] Le sensazioni suscitate da .h.g. (impossibili da generalizzare, proprio a causa della fruizione al singolare) hanno origine in primo luogo dalla colonna sonora che sfrutta a pieno le possibilità dell’olofonia. [...] I rumori creano a poco a poco un “tappeto sonoro” che immerge completamente lo spettatore nel mondo della fiaba. D’altra parte, l’esigenza di ossequiare gli ordini della voce narrante che indica come continuare il percorso aggiunge ulteriore tensione, tanto che – mano a mano che si avanza – l’identificazione tra spettatore e protagonista della fiaba si fa sempre più insistente, fino alla delicata sorpresa finale … Con questo spettacolo il Trickster compie un altro deciso passo nella sua originale traiettoria tesa ad esplorare le possibilità del “teatro fuori dal teatro” e la riuscita di questo esperimento è ancora più sorprendente se si pensa che è realizzato senza la presenza di alcun attore in carne ed ossa. Non ci resta che attendere il seguito...
Il Corriere del Ticino (Svizzera)