Rumor(s)cena (Italia), B

[…] I Trickster-p si riconfermano un gruppo di ricerca sperimentale tra i più validi e motivati, analitici nello scovare significati reconditi attraverso originali riletture meta-teatrali del repertorio fiabesco universale.

 

Credits
Sponsor
Twilight

Coreografia per la luce che muore

Twilight è uno spazio architettonico dove azione, suono e trasformazione possono accadere. Una sinfonia dello spazio in cui lo spettatore è l’unica presenza umana all’interno di una stanza che muta continuamente, visivamente e sonoramente. E’ un invito allo spettatore ad aprire i propri spazi percettivi e a creare la propria realtà in un territorio di frontiera tra la visione interiore e la visione esteriore.
Senza la mediazione di alcun performer il pubblico si rapporta in prima persona al lavoro diventando parte integrante della drammaturgia. Twilight è il momento di passaggio tra il giorno e la notte, in cui le ombre si allungano e le tenebre incombono: dalla luce andiamo verso l’oscurità, la bellezza si erode, la caducità del tutto incalza. Twilight è il ritmo del respiro, delle scosse elettriche, dell’accendersi e spegnersi di impressioni di luce, del muoversi delle ombre, dell’esplosione feroce dell’acqua, del cadere e del precipitare. E’ il suono che scandisce l’azione, è l’azione che genera silenzi, note cupe, voci indistinte e strappi violenti. Twilight è il manifestarsi di immagini metaforiche di cui il pubblico è testimone.
Con Twilight Trickster-p rinnova la ricerca sul rapporto tra ambienti sonori, spazi e fruizione dello spettatore e, rompendo le barriere fra arti sceniche e visive, crea un microcosmo le cui regole contrastano quelle dell’abituale percezione spazio-temporale per un’esperienza che sia, nel contempo, estetica e emozionale.

Crediti

Concetto e realizzazione
Cristina Galbiati & Ilija Luginbühl
Dramaturg
Simona Gonella
Interactive light design
Paolo Solcia
Spazio sonoro
Luis Fernandez Diaz
Collaborazione all’elaborazione del concetto
Joke Laureyns, Kwint Manshoven
Produzione
Trickster-p
Co-produzione
Teatro Sociale Bellinzona, LuganoInScena, Theater Chur, Roxy Birsfelden, TAK Theater Liechtenstein

Con il sostegno di

Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura
DECS Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos
Municipio di Novazzano
Migros-Kulturprozent
Ernst Göhner Stiftung
Doron Stiftung
Oertli Stiftung
Bürki Stiftung

Sights

Abbiamo incontrato delle persone cieche. Alcune sono cieche dalla nascita, altre hanno perso la vista nel corso del tempo. Abbiamo chiesto loro di raccontarci come vedono

Una città, nove macchine parlanti, nove testimoni: persone cieche che raccontano cosa significa per loro “vedere”.
Sights è un progetto in continuo divenire, che si insinua negli spazi urbani e nella quotidianità delle persone che li abitano, per riflettere sulla centralità dell’occhio e sul primato dello sguardo.
Qual è la possibile relazione con il mondo quando la vista è assente? Che ruolo hanno l’immaginazione e la memoria? Qual è il punto di intersezione o di rottura tra l’aspetto visivo e quello immaginifico?
Muniti di una mappa, gli spettatori sono invitati a percorrere la città alla ricerca delle postazioni sonore; voci e parole dei testimoni, restituite dalle macchine parlanti, trasformano gli spazi pubblici in spazi intimi e personali, mentre la città diventa un luogo dove si cammina anche con l’immaginazione.
Emerge così una mappatura di carattere sensoriale ed emozionale che invita lo spettatore a fare esperienza soggettiva di luoghi che l’intervento artistico arricchisce di nuovi significati.
In ogni città il progetto viene ricostruito e realizzato coinvolgendo partecipanti locali; si tratta dunque di un processo in continuo mutamento che si nutre dei luoghi e delle loro caratteristiche peculiari.

Crediti

Concetto e realizzazione
Cristina Galbiati & Ilija Luginbühl
Collaborazione artistica
Riccardo Fazi, Claudia Sorace (Muta Imago)
Design, mappe e concetto grafico
CCRZ
Supervisione all’editing
Lara Persia
Produzione dispositivi audio
D’Uva Workshop
Produzione
Trickster-p
Co-produzione
Teatro Sociale Bellinzona
Dicastero Turismo ed Eventi – Città di Lugano
Theater Chur
Auawirleben Theaterfestival Bern
far° festival des arts vivants – Nyon
TAK Theater Liechtenstein – Schaan

Con il sostegno di

Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura
DECS Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos
Migros-Kulturprozent
Ernst Göhner Stiftung
Bürki Stiftung

B

Percorso sonoro a stanze attorno alla fiaba di Biancaneve

Seconda tappa di una trilogia dedicata alla fiaba, B nasce come rilettura della fiaba classica di Biancaneve ed è il frutto di una ricerca incentrata sulla contaminazione tra diversi linguaggi.
Come già .h.g. – dedicata alla fiaba di Hänsel e Gretel – si sviluppa come un’installazione a stanze in cui lo spettatore è invitato a percorrere lo spazio in solitudine accompagnato da auricolari; ma se Hänsel e Gretel era la fiaba dell’infanzia, Biancaneve è la fiaba del passaggio dall’infanzia all’età adulta in cui la brutalità infantile della strega antropofaga lascia spazio alla lacerazione e alla solitudine.
Come in un sogno ricorrente dai contorni indefiniti, Biancaneve vive in una sorta di mondo sospeso in cui la morte è un contrappunto sempre presente: immense stanze deserte, il buio della foresta, i letti sporchi e consunti dei nani, fanno da sfondo alla sua solitudine.
Nella fiaba di Biancaneve pare esserci qualcosa che sta costantemente in bilico tra due opposti: vita/morte, lusso/povertà, immacolato/impuro sono i binomi su cui si innesta tutto l’impianto narrativo.
La rilettura operata da Trickster-p non vuole essere un percorso di tipo museale che riproduce pedissequamente gli ambienti del racconto, ma piuttosto una sorta di viaggio attraverso gli aspetti più intimi e reconditi della fiaba stessa che crei passaggi condivisi – e condivisibili – in cui ogni singolo spettatore possa interagire attraverso il proprio personale immaginario.
Ben lontana dalle pin up dei nostri giorni, Biancaneve ha qualcosa di diafano, una sorta di bellezza fragile e un po’ macilenta: corpo perfetto, ma già cadavere predestinato. Ma è precisamente in questa sua disperata perfezione, in questa sua silenziosa immobilità, che è – e resta – una fiaba di una modernità disarmante.

Crediti

Concetto e realizzazione
Cristina Galbiati & Ilija Luginbühl
Dramaturg
Simona Gonella
Design
Mike Brookes, Trickster-p
Spazio sonoro
Luis Fernandez, Trickster-p
Editing
Davide Perucconi
Produzione
Trickster-p
Co-produzione
Migros-Kulturprozent
Teatro Sociale Bellinzona
far° festival des arts vivants, Nyon
Theater Chur
Schlachthaus Bern
TAK Theater Liechtenstein, Schaan

Con il sostegno di

Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura
DECS Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos
Migros-Kulturprozent
Ernst Göhner Stiftung
Fondation Nestlé pour l’Art
Landis & Gyr Stiftung
Oertli Stiftung
Bürki Stiftung

.h.g.

Installazione in 9 stanze, un prologo e un epilogo

Il momento delle fiabe è profondamente intimo, è qualcosa che travalica il dato anagrafico per innestarsi su un territorio assolutamente personale. Trickster-p torna ad occuparsi di una fiaba spinto dal desiderio di lavorare su una materia che appartenga all’immaginario collettivo e consenta perciò di disinteressarsi degli accadimenti per immergersi in quell’universo di immagini, evocazioni, sensazioni che la fiaba porta con sé.
.h.g. nasce come lettura – e rilettura – della fiaba classica di Hänsel e Gretel e si sviluppa come un’installazione dove teatro e arti visive si fondonoEssa si articola lungo 9 differenti spazi fisico-sensoriali che vengono percorsi dallo spettatore accompagnato e condotto da auricolari. Ciascuno spazio è un mondo a sé, un passaggio che immette in universi tra reale e onirico in cui la mente pian piano entra nell’immaginario e da semplice spettatrice esterna, ne diventa parte. La fiaba viene così ripercorsa cercando i punti di rottura e quelli di intersezione, gli anelli di congiunzione tra il mondo dell’infanzia e quello adulto.
Hänsel e Gretel è una storia animalesca, crudele e spietata
È una storia fatta di suoni e di silenzi
È una storia di ossa e di carne, di cibo e di fame
È una storia di casa e di bosco e ancora di casa
È la storia di due bambini che tenendosi per mano si addentrano nel folto del bosco
È una storia che odora di pulito e nel contempo di ferocia.
.h.g. lavora in bilico tra questa ferocia e la lievità di un tratto infantile, per un’esperienza che vuole essere nel contempo estetica e sensoriale.

Crediti

Concetto e realizzazione
Cristina Galbiati & Ilija Luginbühl
Collaborazione artistica
Simona Gonella
Realizzazione tecnica spazio sonoro
Area Drama RSI
Registrazioni
Lara Persia, Angelo Sanvido
Montaggio audio
Lara Persia
Produzione
Trickster-p
Co-produzione
Cinema Teatro Chiasso
Teatro Pan Lugano
Teatro Sociale As.Li.Co. Como
In collaborazione con
Radiotelevisione svizzera-Rete Due

Con il sostegno di

Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura
DECS Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos
Migros-Kulturprozent
Fondation Nestlé pour l’Art
Ernst Göhner Stiftung
Stanley Thomas Johnson Foundation